Il blog di Vincenzo Masotti



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Il testo di Vincenzo:

Ma come, dirà qualcuno, odio in rete?... Certo che sì, risponde una ricerca del sociologo della comunicazione dell’università di Bologna, Antonio Roversi pubblicata un paio di anni fa e che mi è ripassata tra le mani: L'odio in Rete, siti ultras, nazifascismo online, jihad elettronica (editore: Il Mulino).

La ricerca di Roversi era partita dall'analisi dei siti degli ultras del calcio. E’ consuetudine radicata da anni il dispiegarsi negli stadi di  striscioni razzisti e simboli nazisti. il recente "affaire" Balotelli pare essere una delle cime di tanti iceberg. "Gli ultras italiani – scriveva Roversi - infiltrati da Forza Nuova (un movimento neo nazista) fanno propaganda per costruire una loro comunità. Ma in effetti predicano l'odio contro gli ebrei e la violenza fisica contro il nemico".

In effetti, l’odio che corre sul Web si nutre soprattutto di razzismo e di fanatismo religioso... E una nuova frontiera della violenza passa dalla miriade di siti che inneggiano allo scontro fisico, alla supremazia di una razza sull’altra e all’annientamento del nemico, di qualsiasi nemico si tratti: ultrà della squadra rivale, ebrei o negri, infedeli di un’altra religione o costruttori di minareti... 

Insomma, come per molte cose della nostra vita, a cominciare dal sesso distorto, la rete si è impadronita anche dei nostri sentimenti peggiori, facendosi veicolo di gruppi (o anche di singoli... chi può sapere infatti cosa c’è veramente dietro una pagina dell’Internet non firmata?) che veicolano messaggi inquietanti.

Io guardavo alla rete come ad un formidabile diffusore di cosmopolitismo, di universalismo e ugualitarismo, ma sapevo poco del suo “lato oscuro”. Ora vedo che, superato l’impulso a spegnere il computer di fronte ai linciaggi di "negri" proposti dai siti neonazisti americani, alle volgarità antisemite di certe pagine web italiane, alle canzoni di indottrinamento dei bambini palestinesi, ai resoconti delle azioni punitive delle camicie nere, al turpiloquio rabbioso degli ultras, Antonio Roversi ha scelto di intraprendere un viaggio conoscitivo nei siti web di gruppi ultras, movimenti nazifascisti, gruppi armati mediorientali, associazioni fondamentaliste americane. E salta fuori che i siti di questo tipo sono molto numerosi, hanno un pubblico fedele e presumibilmente ampio, costituito non di semplici curiosi, ma di persone che sull'odio hanno costruito il proprio rapporto col mondo e usano l’Internet per ritrovarsi, scambiarsi informazioni, infiammarsi reciprocamente, creare steccati, alzare barriere, scavare fossati. L'antica ostilità tra gruppi, etnie e culture si ripresenta armata della tecnologia più moderna. Non è più il caso di pensare che l’Internet possa aprire la strada verso un democratico villaggio globale. La rete è uno strumento come tanti altri,  e ormai si può dire che riproduce, e amplifica, un'incomunicabilità tra le galassie sociali in conflitto tra loro che richiederà molto tempo per trasformarsi, come sarebbe lecito sperare, nella capacità di integrare e confrontare serenamente sistemi di valori diversi.

Autore Antonio Roversi, titolo L'odio in Rete, siti ultras, nazifascismo online, jihad elettronica. Editore Il Mulino. 200 pagine, prezzo 12 euro.

 

 


I commenti dei visitatori:


This aritcle keeps it real, no doubt.


dIE1dJcwsM - 09-11-2016

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