Il blog di Vincenzo Masotti



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Il testo di Vincenzo:

Ogni tanto qualche mass-medium si occupa della vita. Personalmente preferisco in assoluto il film del Monthy Pyton (appunto "il senso della vita"). Ma il tema non è di poco conto… è certamente l’argomento che appassiona di più i giovani studenti e non solo loro. Tanto che la rivista Forum, che tempo fa aveva aperto un forum telematico sulla questione, ci dice che il sito fu tra i più frequentati in assoluto.
Sul senso della vita si sono soffermati filosofi di ogni tempo e di ogni tipo. Con risposte anche molto diverse tra loro. Si va dall’opinione di Wittgenstein, che dice che la domanda non può essere posta perché non ha risposta, a quella di Severino per cui addirittura la domanda non ha senso perché l’uomo non agisce sulla realtà, a coloro che invece una risposta la trovano nel bisogno di felicità ("la felicità sta nell’uso della nostra ragione e della nostra conoscenza", firmato Socrate e Aristotele) oppure “lo scopo è aiutare gli altri” “impegnarsi a risolvere i problemi” (opinione di Seneca e anche di Voltaire). Per alcuni, come per esempio gli stoici, o Schopenauer, questo obiettivo di felicità non sarà mai raggiunto. Per altri, come San Tommaso, il tutto passa attraverso la dedizione a Dio. ecc. ecc.
Ma un aspetto che vorrei ricordare qui, stimolato da un articolo di Alessando Robecchi sul Il diario della settimana,  è quello di un senso della vita ormai bionico, “Chi dice che l’elettronica non ha cuore, scrive Robecchi, non sa cosa stanno facendo alla Ohio State University… Studiano un microchip da mettere sotto la pelle dei cardiopatici. Registra temperatura, pressione e battito cardiaco. E… telefona al cardiologo, trasmettendogli tutto, dato per dato… Il telefono ti salva la vita e non devi nemmeno fare il numero… Comodo eh?”
E magari un simile aggeggio un giorno si evolverà e si moltiplicherà, invadendo tutto il nostro corpo… E il ginocchio – una sciccheria -  telefonerà al traumatologo, e lo stomaco al ristorante. Se lo stomaco comincia a prenotare ristoranti e pizzerie, vuol dire che funziona…giusto?  Però si fa presto a fare gli spiritosi, perché se il chip integrato nel cuore funziona come il computer che abbiamo sulla scrivania, allora non c’è tanto da stare allegri. Che si fa in caso di malfunzionamento, di crash, di guasti tecnici, di periferiche in conflitto? Pare di vederla la scritta: errore numero tal dei tali, riavviare il computer, tutti i dati della sessione in corso andranno distrutti (paziente compreso…). E poi, quando il computer chiamerà il cardiologo e il cardiologo non ci sarà, che si fa? Si lascia un messaggio alla segreteria telefonica? Caro cuore, lasci un messaggio, oppure richiami più tardi…
No. Non pare che le nuove tecnologie di per sé ci aiutino a chiarire i dubbi sul senso della vita…

I commenti dei visitatori:


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Beau - 10-12-2008

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GyGQaUS8 - 09-11-2016

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