Il blog di Vincenzo Masotti



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Il testo di Vincenzo:

Tutti hanno presente simboli come questo: :-). Un segno elementare che però – scritto in quel modo poco grammaticale - esprime un concetto... Per la precisione, sono contento (o contenta). Se invece mettiamo con i due puntini e il trattino la parentesi tonda di apertura, vogliamo dire: sono arrabbiato, o arrabbiata... :-( .
Ancora: :-x Ti do’ un bacio... ecc. Sono gli emoticon (in inglese emoticons), o faccine. Imperversano nelle chat, negli sms, nelle mailing list. Per non perdere tempo con tante parole, ma non rinunciare a esprimere le proprie emozioni, per non occupare tanto spazio, ormai si va di faccine... E la comunicazione on line diventa più semplice, almeno per chi conosce il gergo. Le faccine, le hanno contate, sono più di 2000... con significati di ogni genere: dalla perplessità all’incredulità, dalla meraviglia all’insonnia, dalla strizzatina d’occhio alla sorpresa, ... Non ve le descrivo, perché bisogna vederle, molte sono davvero divertenti, ma voglio dirvi come sono nate.
All’origine di tutto c’è un signore, che faceva il creativo della pubblicità, mister Harvey R. Ball, che è morto a 79 anni nel 2001, nella sua casa natale del Massachusetts. E’ comunemente riconosciuto come il papà dello smiley. Avete presente, quel cerchio giallo come il sole, con due puntini al posto degli occhietti e una mezza luna a mo’ di sorriso stilizzato? Questa era la sua smiley face, la faccina sorridente nota a tutto il mondo.
Il semplicissimo segno grafico, dal grande impatto visivo, era stato realizzato da Mr. Harvey nel 1963, quando lavorava come grafico pubblicitario. La faccina venne realizzata per la campagna pubblicitaria di un’assicurazione, ed era indirizzata ai dipendenti dell’azienda, preoccupati per una fusione societaria. Voleva dire: non vi preoccupate, non vi succederà niente di male, anzi...
E proprio la semplicità di questa icona fu la caratteristica che l’avrebbe resa famosa in tutto il mondo.
E da quel momento la faccina comparve su magliette, calzini, spille e su ogni sorta di oggetto. Il signor Ball, nonostante il clamoroso successo dello smiley, non ha mai voluto registrarne il copyright, che gli avrebbe probabilmente fruttato tantissimi soldi. A chi gliene chiedeva il motivo, il grafico rispondeva: "Non mi interessa. In fondo, posso mangiare solo una bistecca alla volta e non riesco a guidare due auto contemporaneamente".
Successivamente, poco più di vent’anni fa, è arrivato Scott Fahlman, ricercatore informatico della Carnegie University di Pittsburgh che ha convertito lo smiley in cyber faccina.
All’epoca, nel 1981, Internet e le chat erano in fase embrionale. L’idea di Fahlman era quella di ridurre i malintesi che la comunicazione digitale spesso generava. E divenne una moda.
C'è però anche chi attribuisce l'invenzione della "faccina sorridente" a Kevin MacKenzie, che l’avrebbe usata nel 1979, sul primo servizio commerciale on line statunitense, il famoso Compuserve.
Quale che sia davvero l'origine delle emoticon la cosa non influisce sul fatto che ormai sono uno strumento comunicativo diffusissimo e a valenza universale, accettato universalmente nella Rete.
Delle emoticon esistono infinite variazioni e modifiche, dettate dal gusto personale e dalle esigenze del caso: sul tema sono fioriti numerosi dizionari on line e cartacei, ma anche un numero crescente studi culturali, sociologici e linguistici.
Allora vi saluto con una faccina sorridente 8-)) (l'8 vuol dire che ho gli occhiali) e con un bell'augurio: buona navigazione nel mondo virtuale, ma soprattutto buona navigazione nel mondo reale!

I commenti dei visitatori:


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c6S5Tz594GmG - 09-11-2016

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