Il blog di Vincenzo Masotti



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Il testo di Vincenzo:

Un caro saluto a coloro che navigano nella Rete e anche a quelli che non navigano, ma sono curiosi...  
Qualche anno fa comprai un paio di scatolette di cibo per gatti, urgenti, perché i gatti sono molto più seccanti dei poveri del terzo mondo, quando hanno fame... Ogni scatoletta costava... adesso non mi ricordo, ma mettiamola sul difficile... 56 centesimi. Bene, il giovane non più che ventenne che mi serviva non aveva a portata di mano la calcolatrice così, quando gli chiesi: “quant’è?”, mi rispose: “un attimo, devo prendere la macchinetta...”. “Guardi che è facile”, dissi, “56 per due fa 112”. Un euro e dodici...
Beh, non ci credette finché non ebbe fatto il suo calcolino elettromeccanico...
Qualche tempo fa sulla rivista Hacker Journal trovai una riflessione del caporedattore che raccontava che il suo vecchio professore di matematica si intestardiva con il gesso e con la lavagna. I giovani studenti sbuffavano pretendendo calcolatrici e computer...e l’Internet... Ma lui insisteva. Voleva che si usassero, per imparare degli “strumenti deboli”, (ricordate questa definizione: “gli strumenti deboli”)
Ora, più frequento i computer, più capisco quanta ragione avesse il maestro del caporedattore di Hacker Journal, che tra l’altro è un mio amico. Lui, Lucio, fa un esempio molto efficace: Se lancio OpenOffice, o Word (sono due programmi molto sofisticati per l’elaborazione del testo) sono perduto. E’ vero, sono strumenti fortissimi. Ma quali risultati mi danno? Pochi. Perché si fa attenzione alle barre degli strumenti, alle icone, alle animazioni, agli effetti speciali... E io scrivo male. Da strumenti forti e sofisticati ottengo un risultato debole...
Se invece lancio un editor debole, allora sono solo con il mio testo... Strumento debole, risultato forte. Scrivo meglio.
Attenzione, strumento debole non vuol dire strumento banale... Ci sono dei semplici editor che hanno milioni di comandi, solo che lì per lì uno si trova - da solo - davanti ad uno schermo vuoto... e allora deve stimolare le celluline grigie, come il detective di Agata Christie, Hercule Poirot...
La programmazione è uno strumento “debole” con la quale si possono creare programmi fortissimi... Ma bisogna impararla... appunto bisogna studiare...
Allora - ed è a questa seconda riflessione che volevo arrivare - avremo strumenti anche per capire che non ha poi tanto senso spendere centinaia di euro per usare programmi che possiamo usare solo come vogliono i produttori di software.
Ormai il mondo del software free e dell’open source è ricco di ottimo software ben fatto, completo, adatto anche ad un uso professionale. Adottiamolo quanto più possiamo... Una buona guerra da condurre oggi è quella di far conoscere queste possibilità alla gente, alle scuole, agli amici, ai compagni di lavoro. Spostare il mercato, invece di mostrargli bandiera bianca. Ed è probabile che così i prezzi del software, e poi dei CD e dei DVD, non resteranno cosi alti, in modo ingiustificato come lo sono oggi...
Strumenti deboli... applicazioni forti... e ovviamente... un po’ di studio...
Buona navigazione nel mondo virtuale, ma soprattutto buona navigazione nel mondo reale...

I commenti dei visitatori:


All of these articles have saved me a lot of heeacdhas.


qPMwVN8I7y - 09-11-2016

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