Il blog di Vincenzo Masotti

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Il testo di Vincenzo che stai commentando:

“Quando io morirò, il tuo pianto duri
Non più della campana...
E se la memoria ti addolora
Voglio sparire dal tuo dolce cuore
Se leggerai i miei versi, scorda allora
Chi li compose...
Non nominare il mio povero nome...”
Sonetto XXXI di William Shakespeare.
E' tratto da un bellissimo spettacolo di Luca Radaelli presentato al Teatro Nuovo di Varese la settimana scorsa. “Una questione di vita e di morte. Veglia per E.E.”. Dove “E.E.” sta per Eluana Englaro.
Un'ora e mezzo di monologhi, di canti e musiche che, senza forzature ideologiche e politiche, ha aiutato un pubblico più numeroso del previsto a riflettere sulle cose più importanti della nostra esistenza: la vita e la morte. “Qual è – ci dice Luca Radaelli – il sottile lembo di terra che unisce i due mondi, quello dei vivi e quello dei morti? E dov'è il confine che segna il passaggio dall'uno all'altro mondo? Forse che non vediamo intorno a noi persone che è come se fossero morte da tempo? Forse che non sono ancora vivi, per noi, uomini e donne morti da tempo?”
Riflessioni più che necessarie in un'epoca dove tutto è mercificato e plastificato, dove regna la superficialità, il pressapochismo e l'analfabetismo funzionale (tema quest'ultimo che affronterò prossimamente: in Italia, ahimé primo paese al mondo, l'analfabetismo funzionale tocca l'80 per cento delle persone!).
Perché in tutte le culture, la morte è un fatto naturale. Dall’Irlanda all’Africa, dalla Calabria alla Groenlandia, le comunità si riuniscono a vegliare il morto con canti e racconti, mangiando, bevendo, anche ubriacandosi. Questo spettacolo riprende la tradizione proponendo una veglia, laica, anche per chi non ha avuto questa possibilità. Al contrario nel caso Englaro avevamo assistito a una sorta di veglia mediatica a reti unificate, dove la polemica sostituiva la pietà. Addirittura ci fu chi ha parlato di cultura della vita opposta ad una cultura della morte. Viviamo in una società che vende modelli di giovinezza e prestanza e la morte cerca di dimenticarla, occultarla, esorcizzarla. Qui se n'è parlato citando Dante, Shakespeare, Sofocle e altri grandi della storia attraverso canti, letture, brani poetici. Per capire quanto si diceva prima, che vita e morte sono le due facce della stessa medaglia. Vorrei tanto che questo spettacolo fosse visto da molte persone e spero che possa girare il più possibile.
Per questo vi indico alcuni indirizzi che aiuteranno a far circolare l'informazione.

Qui trovate alcuni stralci dello spettacolo in un bel servizio messo in onda da RaiNews: http://altrevoci.blog.rainews24.it/2012/02/22/eluana-englaro-in-scena-a-tre-anni-dalla-morte/ è un video un po' lungo (circa 16 minuti) ma ci sono anche interviste e brevi inchieste che completano l'argomento. Al contrario vi sconsiglio di vedere e ascoltare lo spettacolo su YouTube, perché il suono purtroppo non aiuta né concentrazione, né attenzione.
Informazioni ulteriori le potete trovare nel sito di Radaelli:
WWW.ultimaluna.org
.



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