Il blog di Vincenzo Masotti

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Il testo di Vincenzo che stai commentando:

Ho ricevuto da un’amico, dopo il post precedente, questa mail:
Caro Vincenzo
grazie per le tue riflessioni. Avrei un quesito da sottoporti. Vorrei calcolare qual'è il contributo all'inquinamento diciamo di 100 (poi io farò le dovute proporzioni) veicoli che ogni giorno, per effetto di un provvedimento viabilistico assurdo, sono costretti ,nel centro cittadino a percorrere circa 500 metri in più, rispetto al normale tragitto che potrebbero fare se non dovessero seguire sensi unici obbligatori...
L'inquinamento dovrebbe essere espresso in termini di CO2, polveri, ecc...,eccc
Sapresti darmi un aiuto? E.M.
Caro Emilio, il tuo quesito è stimolante, ma non essendo un tecnico non sono in grado di darti risposte precise.
Allora ho fatto una ricerca “ottimistica”. Supponiamo di veder circolare soltanto dei veicoli “Euro 4” (l’Euro 5 diventerà operativo a partire dal settembre 2009). Euro 4 è entrato in vigore nel 2005. Sappiamo che molte auto non sono Euro 4, ma molte Euro 4 hanno delle emissioni inferiori ai limiti previsti, quindi c’è un certo bilanciamento approssimativo...
I limiti valgono per le automobili e per i veicoli industriali di peso inferiore alle 3,5 tonnellate e sono questi:
Le emissioni per le auto diesel devono essere inferiori a 0,25 g/km di NOx (ossidi di azoto) e a 0,025 g/km di polveri sottili (PM10). Nota: qui distinguo tra polveri sottili, polveri fini e polveri ultrafini, ma le definizioni sono controverse.
Per le auto a benzina i limiti sono posti a 0,08 g/km NOx (non vengono stabiliti limiti di emissione polveri per le vetture a benzina poiché la combustione di tale carburante ne produce in quantità minima).
Per i mezzi pesanti si va a 3,5 g/km di NOx e a 0,02 g/km di PM10.
A questo punto si può ipotizzare che 100 auto diesel producono nei cinquecento metri che tu ipotizzi, 12,5 grammi di NOx e 1,25 grammi di polveri sottili PM10 (purtroppo, che io sappia, non si parla nelle normative di PM2,5, polveri fini in grado di arrivare con la respirazione ai polmoni, e tanto meno di polveri ultrafini PM1, in grado di arrivare agli alveoli polmonari; le PM10 arrivano normalmente solo a naso e laringe).
Per 100 auto a benzina avremo una produzione di 4 grammi di NOx e una produzione non quantificabile di polveri sottili.
Infine 100 autocarri (di meno di 3,5 t) produrranno 175 grammi di NOx e 1 grammo di PM10.
E per quel che riguarda l’anidride carbonica (CO2)? Anche qui non saprei proprio come fornire un dato preciso, perché ogni veicolo ne produce in diverse quantità (diciamo che meno consuma, meno produce CO2). Però anche qui possiamo fare un calcolo approssimato, partendo dal dato che – oggi – le case produttrici di automobili sono obbligate a costruire auto che non producano più di 161 grammi di CO2 al km, mentre entro il 2012 le auto non potranno produrre più di 130 grammi al chilometro.
Facciamo una media di 150? (le dieci automobili che attualmente producono meno CO2 vanno da 104  a 121 grammi, dalla Toyota Prius alla Smart).
Allora 100 auto a benzina in 500 metri produrranno 7 chili e mezzo di anidride carbonica.
Per le auto diesel la produzione – si può ipotizzare – diminuisce di un 30-40 per cento. Quindi saremmo sui 4.5 chili di CO2.
Attenzione a non farsi impressionare da queste cifre: la CO2 non è un inquinante, ma contribuisce all’effetto serra. Trovo sul sito www.allaguida.it questi dati: sui quasi 800 miliardi di tonnellate di CO2 che le attività umane riversano nell’aria ogni anno, l’automobile ha responsabilità dell’ordine delle tre tonnellate e mezza. Su questo non è il caso di criminalizzare a sproposito le quattro ruote.
Diverso è il discorso sulle polveri sottili. La legge stabilisce che il valore giornaliero di picco massimo (50 microgrammi per metro cubo di Pm 10) non può essere superato per più di 35 giorni ogni anno. Altrimenti il massimo consentito deve rientrare in una media annuale di 28 microgrammi per metro-cubo. Qui il contributo del traffico veicolare è calcolato dagli esperti tra il 30 e il 40 per cento. Un apporto molto significativo all’inquinamento delle polveri. E sappiamo tutti che il picco massimo è superato per ben più di 35 giorni in molte città.
Naturalmente le emissioni inquinanti di un veicolo a motore sono ben più varie e numerose. Qui vorrei solo fare un cenno al “benzene”, sostanza certamente cancerogena della quale però non so citare dati quantitativi per le singole automobili. So solo che da uno studio USA del 1998 il contributo alle emissioni di benzene (che è sostanzialmente una sostanza aromatica con una funzione antidetonante, come il famigerato piombo delle vecchie benzine) degli autoveicoli è l’82 per cento del totale (altre fonti, industria, sigarette, ecc.). Ma attenzione! Quel che conta di più sono le sorgenti di “esposizione” al benzene e qui, secondo lo studio americano, il contributo dei veicoli si riduce al 18 per cento, mentre il contributo delle sigarette sale al 45 per cento (e io, ahimé, sono un fumatore...).
Un decreto del 2002 ha stabilito il valore limite per la protezione della salute umana in 5 µg/m3, (microgrammi per metro cubo) valore da raggiungere entro il primo gennaio 2010. Purtroppo non so quanto benzene viene disperso nell’atmosfera da un’auto. La cosa dipende anche dalla qualità della benzina e dai processi di produzione della medesima.
Il benzene rilasciato dai veicoli deriva dalla frazione di carburante incombusto, da reazioni di trasformazione di altri idrocarburi e, in parte, anche dall'evaporazione che si verifica durante la preparazione, distribuzione e stoccaggio delle benzine, ivi comprese le fasi di marcia e sosta prolungata dei veicoli. (da: www.arpat.toscana.it). Inoltre la dispersione del benzene in atmosfera è connessa a una serie di variabili di tipo meteorologico (variazioni stagionali e giornaliere), socio-economico (intensità e fluidità del traffico giornaliero e orario) e geografico (distribuzione degli assi stradali principali, morfologia del territorio, ecc.). Complicata la vita, vero? E non sono nemmeno sicurissimo dei miei dati. Se c'è qualcuno in grado di correggere o integrare...

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